Le motivazioni psicologiche e pedagogiche che sostengono l’organizzazione dei gruppi eterogenei per età nella scuola dell’infanzia sono molteplici, ma possono essere ricondotti all’assunzione, come dice Loris Malaguzzi, di un’ipotesi positiva molto forte sulle possibilità dei bambini di condividere riflessioni e attività fino alla costruzione condivisa delle conoscenze, dando credito ai bambini e alle loro potenzialità, non pensando che lo sviluppo dipende dall’ insegnamento dell’adulto.

In questo senso i servizi per l’infanzia vanno intesi prima di tutto come luoghi di esperienze condivise tra i bambini, che sono portatori di molteplici differenze che possono entrare in circolazione dei gruppi come risorse affettive e cognitive. Osservazioni e ricerche sulle interazioni tra non coetanei nella scuola dell’infanzia confermano infatti le più recenti teorie dello sviluppo sociale:
il coinvolgimento emotivo e i comportamenti di tipo empatico si verificano con una frequenza maggiore rispetto a quanto succede in un gruppo omogeneo per età;
viene adottato spontaneamente un più alto numero di atteggiamenti di aiuto di protezione verso i compagni più piccoli, simile comportamenti che di solito vengono messi in atto dall’adulto e che il bambino sperimenta su se stesso.
La scelta di costituire sezioni eterogenee per età conta ormai pluriennali esperienze positive nelle scuole dell’infanzia in Italia e si fonde solitamente su teorie psicologiche dello sviluppo dell’infanzia e su e teorie pedagogico-didattiche.
1 – Teorie psicologiche dello sviluppo
A) J. Piaget e il concetto di conflitto socio cognitivo: i bambini accedono anticipatamente alle tappe dello sviluppo cognitivo aperta parentesi per esempio il pensiero operatorio concreto chiusa parentesi se hanno la possibilità di confrontarsi tra di loro e dibattere ipotesi argomentazioni quando si trovano davanti ad un problema da risolvere.
B) L. Vygotskij e la costruzione sociale della conoscenza : L. Vygotskij nel 1934 del libro pensiero e linguaggio afferma che l’apprendimento umano presuppone una natura sociale specifica è un processo attraverso il quale i bambini si inseriscono gradualmente nella vita intellettuale di coloro che le circondano due punti la competenza sociale prima e sociale e poi diventa competenza individuale. L’importanza dell’ interazione sociale dell’apprendimento ribadito dal concetto di area di sviluppo prossimale, che viene definito dall’autore come la distanza tra livello effettivo di sviluppo, così come determinato da problem solving autonomo, il livello di sviluppo potenziale, così come determinato attraverso il problem solving sotto la guida di un adulto o in collaborazione con i propri pari più capace.
C) differenze individuali anche nella stessa fascia di età anagrafica diversi autori recentemente hanno sottolineato come ogni bambino ha pianto delle proprie peculiarità nelle varie dimensioni evolutive due punti j. Bruner parla di tre sistemi di rappresentazione della conoscenza attivo iconico e simbolico che si che si presentano sia come sequenze di sviluppo del pensiero, sia come tre modi di conoscere la realtà contemporaneamente presenti in ogni persona.
H. Gardner e R.J.Sternberg ipotizzano l’Inter l’esistenza di diverse intelligenze che hanno a che fare sia con diversi ambiti della conoscenza si è con diversi modi di conoscere entro lo stesso dominio del sapere S. Chess e A. Thomas introducono concetto di temperamento dei bambini, che caratterizza il modo distintivo con cui ognuno elaborare gli stimoli fisici e relazionali circostanti, in particolare se non sono ancora conosciuti.
D) lo sviluppo sociale dei bambini negli anni 0- 6: innovative acquisizioni scientifiche riguardo alla formazione delle competenze affettivo-relazionali dei bambini dalla nascita e anche nell’ambito delle neuroscienze (neuroni a specchio), hanno messo in evidenza il ruolo attivo le precoci capacità empatiche e cooperative dell’infanzia. Queste nuove prospettive hanno una ricaduta diretta sulle scelte metodologiche delle dell’attività educativo didattica del nido della scuola dell’infanzia l’intervento dell’adulto per la mediazione dei processi di apprendimento per infatti integrato con le sistematiche opportunità di scambio di aiuto reciproco del gruppo dei pari.
2 – Tecniche pedagogico-didattiche A)strategie di apprendimento facilitate dall’interazione per età eterogenea:
imitazione e transfer delle conoscenze e delle capacità.
Tutoring reciproco
cooperative learning
B)vantaggi per i più piccoli moltiplicazione degli stimoli contenuti metodi e tecniche relazioni eccetera sperimentazione di atteggiamenti di Cura anche da parte dei pari.
C) Vantaggi per i più grandi
sviluppo ed esercitazioni di capacità prosociali ascolto compressione aiuto
approfondimento e generalizzazione delle competenze, abilità e competenze già possedute due punti deve spiegare un contenuto qualcuno aiuta infatti imparare meglio e in maniera più chiara.
D) Vantaggio per tutti :
arricchimento qualitativo e quantitativo della proposta formativa
ampliamento delle competenze affettivo relazionali ed emotive
preparazione alla realtà culturale complesse alla convivenza costruttiva tra le differenze i saperi necessari all’educazione del futuro come va definiti da e. Morin
contrasto della saturazione dell’attenzione e attivazione mantenimento della curiosità e della motivazione per effetto dell’introduzione di elementi multipli, dissonanza cognitiva e di novità
pluralizzazione personalizzazione dei percorsi educativo-didattici : attenzione al singolo bambino piuttosto che riferimento a criteri standard relativi ad una fascia di età anagrafica che non corrisponde l’età evolutiva individuale.
E) attenzioni educativo-didattiche alternanza di attività routinarie è più guidata in gruppo eterogeneo con proposte didattiche gruppi omogenei per età laboratori legati a diversi campi di esperienza
diversificazione personalizzata di atteggiamenti e metodologie riduzione e semplificazione adattamento di linguaggi, tecniche, mediatori eccetera predisposizione di momenti e strategie per la ricomposizione e la coesione del gruppo di sezione.